Rischio di impatto

La risposta breve è no. Quella lunga è più interessante.

Apophis ha avuto la più alta valutazione di rischio mai assegnata a un asteroide. È per questo che è celebre, ed è per questo che la paura è sopravvissuta ai fatti. Il rischio è sparito — davvero, misurabilmente sparito — ma vale la pena conoscere la storia di come è sparito: è un caso raro di minaccia planetaria eliminata con la sola osservazione.

Dicembre 2004: la valutazione più alta mai registrata

Pochi giorni dopo il ritrovamento, Apophis raggiunse il livello 4 della scala Torino: l’unico oggetto ad averlo mai fatto. Al massimo, la probabilità calcolata di un impatto con la Terra nel 2029 era di circa il 2,7 per cento, grossomodo una possibilità su trentasette. Quel numero non era allarmismo: rifletteva onestamente un arco di osservazione troppo corto. Qualche notte di dati in più, insieme a immagini d’archivio del marzo 2004, ridusse l’incertezza e portò a zero la probabilità di impatto per il 2029.

Il problema del buco della serratura

Escludere il 2029 non chiudeva la questione. Un passaggio ravvicinato piega un’orbita, ed esistevano strette regioni di spazio — buchi di serratura, alcuni larghi solo poche centinaia di metri — che Apophis avrebbe potuto infilare nel 2029 in modo da preparare un impatto in un ritorno successivo, nel 2036 o nel 2068. Infilarne uno è sempre stato improbabile, ma non si poteva escludere finché l’orbita era nota solo a pochi chilometri.

2013 e 2021: il radar chiude la questione

L’astronomia ottica misura bene la direzione e male la distanza. Il radar fa l’opposto, ed è stato il radar a risolvere. Le osservazioni di Goldstone e Arecibo durante l’avvicinamento del 2013 eliminarono il 2036. Nel marzo 2021 un’ultima campagna radar di Goldstone, durante un passaggio lontano, fissò l’orbita con precisione sufficiente a eliminare il 2068 e tutto ciò che seguiva. La NASA rimosse Apophis dalla tabella Sentry il 26 marzo 2021. L’arco di osservazione va ora dal marzo 2004 all’aprile 2022, su 7370 misure.

Che cos’è davvero il 2029

Un passaggio sicuro a 31.640 chilometri dalla superficie: più vicino dei satelliti geostazionari, ma pur sempre a quasi cinque raggi terrestri. Nessuna interazione con l’atmosfera, nessun detrito, nessun effetto mareale sulla Terra e nessun rischio per i satelliti oltre a una probabilità trascurabile di incontro casuale. C’è invece la migliore occasione della storia moderna per studiare da vicino un asteroide di queste dimensioni senza lasciare il suolo.

Domande sul rischio

Nuove osservazioni possono far tornare il rischio?

Per il 2029 e per il secolo a venire, no. L’orbita è ormai misurata con precisione tale che l’incertezza è molto minore di qualsiasi corridoio d’impatto plausibile. Oltre i cento anni le previsioni si degradano per ogni asteroide, Apophis compreso: è un limite della fisica, non un avvertimento nascosto.

E il 2036 e il 2068? Ho letto che erano date di impatto.

Erano date candidate quando l’orbita era ancora poco nota. Il 2036 è stato eliminato nel 2013, il 2068 nel 2021. Gli articoli precedenti a quelle date sono ancora online e vengono ancora citati: per questo il mito sopravvive.

Colpirà un satellite?

Quasi certamente no. Apophis passa circa 4100 km sotto la fascia geostazionaria e, pur attraversando le quote usate da altri satelliti, lo spazio a quella scala è straordinariamente vuoto. Le agenzie seguiranno da vicino l’avvicinamento, ma non si prevede alcuna manovra di evitamento.