L’asteroide
340 metri di roccia su un’orbita di 324 giorni
Apophis non è una cometa, non è un meteora e di per sé non ha nulla di eccezionale. Milioni di rocce di questa taglia orbitano attorno al Sole. Ciò che rende questa degna di un sito è aritmetica: la sua traiettoria e quella della Terra arrivano nello stesso punto nello stesso istante nell’aprile 2029, più vicino di qualsiasi oggetto delle sue dimensioni nella storia documentata.
I numeri
| Diametro | 340 m | circa l’altezza della torre Eiffel |
|---|---|---|
| Periodo di rotazione | 30,56 h | ruzzola invece di ruotare in modo regolare |
| Albedo | 0,35 | riflette circa un terzo della luce che riceve |
| Tipo spettrale | Sq | roccioso, ricco di silicati |
| Classe orbitale | Aten | un Aten: passa quasi tutto il tempo dentro l’orbita terrestre |
| Periodo orbitale | 324 | giorni per girare attorno al Sole |
| Magnitudine assoluta | 19,09 | una misura della luminosità intrinseca |
| Scoperto il | 19 giugno 2004 | a Kitt Peak, in Arizona |
Come è stato trovato
Tre astronomi del Kitt Peak National Observatory — Roy Tucker, David Tholen e Fabrizio Bernardi — lo individuarono il 19 giugno 2004. Lo seguirono per due notti e lo persero. Fu ritrovato sei mesi dopo da Siding Spring, in Australia, e solo allora i calcoli orbitali rivelarono che cosa avrebbe fatto. In seguito si scoprì che lo contenevano anche immagini d’archivio del marzo 2004: è per questo che l’arco di osservazione comincia prima della data di scoperta.
Il nome
Apophis è il serpente del caos della mitologia egizia, nemico del dio solare Ra, che ogni notte tenta di inghiottire il Sole. Gli scopritori lo scelsero deliberatamente. Due di loro erano appassionati della serie televisiva Stargate SG-1, in cui Apophis è un antagonista. Il nome fu approvato quando l’oggetto ottenne il numero definitivo, 99942.
Di che cosa è fatto
Radar e spettroscopia collocano Apophis nella classe Sq: un corpo roccioso ricco di silicati, di composizione simile ai meteoriti più comuni che raggiungono il suolo. Il suo albedo di 0,35 è alto per un asteroide, segno di una roccia relativamente chiara e dalla superficie fresca, non di un corpo carbonaceo scuro. È allungato, vagamente a forma di arachide, e la sua rotazione non è una semplice trottola: ruzzola su più assi, con un periodo vicino alle 30,6 ore.
Dove va
Apophis appartiene al gruppo degli Aten: la sua orbita è più piccola di quella terrestre, quindi passa la maggior parte di ciascuno dei suoi anni di 324 giorni all’interno della nostra e ne esce solo periodicamente. L’orbita è inclinata di appena 3,3° sul piano dei pianeti, il che spiega in parte perché gli incontri con la Terra siano così frequenti e, nel 2029, così ravvicinati.
Che cosa succede dopo il 2029
Il passaggio del 2029 modificherà fisicamente Apophis. La gravità terrestre ne stirerà e rimodellerà l’orbita, allungandone l’anno e spostandolo dal gruppo degli Aten a quello degli Apollo. Le maree potrebbero innescare frane sulla sua superficie e il suo ruzzolare potrebbe cambiare. Due sonde andranno a guardare: OSIRIS-APEX della NASA, già in volo dopo il ritorno dei campioni di Bennu, e Ramses dell’Agenzia Spaziale Europea, che dovrebbe arrivare prima dell’incontro e osservare i cambiamenti mentre avvengono.